Prima coincidenza.
L’icona della cristianità e quella del genio – parlo del celebre Autoritratto di Leonardo – dopo aver peregrinato per il mondo sono andate a finire “vicine di casa”. Tutt’e due sono a Torino, a Palazzo Reale: una in Duomo e l’altra all’interno della Biblioteca Reale. Tutt’e due gli edifici erano di proprietà dei Savoia.
Seconda.
Stesso destino: guarda caso tutt’e due temono la luce a tal punto da essere esposte molto raramente e per periodi limitati di tempo. Per tutt’e due sono stabilite particolari condizione di conservazione.
Terza.
Altre corrispondenze logistiche: a Torino, in Duomo, dirimpettaia dell’“Icona da Vinci”( fino all’incendio del 2007 conservata nella cappella fatta costruire apposta dall’abate Guarini, dietro l’altare maggiore) c’è una delle migliori copie del famoso Cenacolo. Al contrario ad Amboise, la cittadina francese in cui Leonardo ha vissuto negli ultimi della sua vita, di fronte al letto in cui è morto è conservato in un dittico all’interno di una vetrina, un piccolo telo che rappresenta solo il volto di Cristo. |