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Coincidenze tra Leonardo e Vittoria Haziel |
Passo ora all’incredibile rete wireless – senza fili – che collega direttamente la mia persona o la mia sfera familiare alla “creatura” del da Vinci o a lui stesso. |
Prima.
Iniziamo dall’anno di nascita di Maria Consolata Corti (in arte Vittoria Haziel). Era il 1947: lo stesso anno in cui si scoprì la datazione con il Carbonio 14. Fu per merito del chimico americano Willard Frank Libby (1908-1980), premio Nobel nel 1960.
Molti sanno che quest’esame nella storia della tela di Torino ha segnato una battuta di arresto di grande scalpore in tutti i sensi: ha decretato che la tela è medievale.
Per inciso, nello stesso anno e nello stesso mese furono scoperti i primi manoscritti di Qumran in lingua ebraica ed aramaica, in una località sulle sponde del Mar Morto, vicino a Gerico. La più grande scoperta archeologica che mette in crisi i fondamenti storici del cristianesimo.
Seconda.
Continuo con il giorno e il mese della mia nascita: il 3 maggio, lo stesso in cui fu istituita la prima “Festa della Sindone” dai Savoia.
Terza.
Leonardo da Vinci e mio padre morirono nello stesso giorno, il 2 maggio. Naturalmente in anni molto lontani, ma sempre per caso il giorno prima della mia nascita. Inizio e fine si toccano, come in una staffetta per l’immortalità, un nodo che si avvita, come l’8 di Leonardo. |
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Quarta.
Ho chiamato uno dei miei due figli Leonardo, nato nel 1980 quando i miei passi e i sentieri che percorrevo erano lontani non solo dalla tela di Torino, ma dallo stesso genio di Vinci. Come è accaduto a molti, l’avevo conosciuto molto superficialmente sui banchi di scuola, in qualche pagina di storia dell’arte. Bene: la storia di mio figlio ha due corollari importanti, che lo collegano al genio di Vinci di cui porta il nome.
Primo corollario:
come il Maestro, anche lui ha avuto due madri. All’età di otto anni infatti, mi è stato strappato dal padre e portato a vivere con lui. Lì è rimasto per circa vent’anni con la donna che il padre in seguito sposò. Proprio come Albiera Amadori, anche la “seconda madre” di mio figlio Leonardo non diede altri eredi al padre.
Secondo corollario:
a Loria, località del Veneto, accadde un giorno quello che io considero un miracolo, una sorta di “segno”. Niente a che fare con la religione, intendiamoci. Mio figlio si trova lì per registrare il primo CD con il suo gruppo musicale, i Beholder, genere metal. Cade un aereo militare a venti metri da lui, quando è appena uscito dall’auto parcheggiata. Rimane illeso come il suo amico Teo (particolare curioso: Teo in greco significa Dio). Qual è la coincidenza straordinaria? Era il 15 aprile, stesso giorno, stesso mese in cui è nato Leonardo da Vinci. E per di più, esattamente cinquecento anni dopo.
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Quinta.
Un’estate di parecchi anni fa feci un viaggio a Malta. Ero con il maggiore dei miei figli e avevo scelto l’isola perché da qualche estate ci andava sempre l’altro figlio, Leonardo, ospite di parenti del padre. Una volta sul posto, vengo a sapere che a Rabat c’è una famosa sindone, e naturalmente decido di andarla a vedere. L’appartamento che avevamo preso in affitto in the Locker street aveva qualcosa di strano, ma dovetti riflettere un po’ per mettere a fuoco la coincidenza. Non avevo con me una macchina fotrografica, così disegnai sopra un foglio la posizione del portone rispetto agli alloggi vicini. Lo conservo come un quadretto che ferma nel tempo ancora una volta l’eccezionale coincidenza. Cioè questa: la porta del nostro alloggio era in mezzo a due altre porte “eloquenti”. Il frontespizio del portone a destra riportava il segno un 3 rovesciato (come una epsilon greca, per intenderci) ormai famoso per essere impresso come un marchio sulla fronte del Cristo sulla tela che ho chiamato “Icona da Vinci”. Sul portone di sinistra c’era scritto “St. Leonardos”! E noi in mezzo, con il naso all’insù. |
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Sesta.
Nel 1990, mentre continuo il mio percorso di studio viene a trovarmi Ottavio Ramotti, amico di vecchia data attratto dall’esoterismo. Mi porta in regalo un libro: “I Vangeli gnostici” di Elain Pagels. Proprio mentre io sto completando i significati esoterici del simbolo otto, trovo alla pagina 203 “Il discorso sull’otto e sul nove”, con straordinari riferimenti ai due simboli legati ai livelli massimi di iniziazione. Chi conosce una delle edizioni dei miei testi che collegano Leonardo alla tela di Torino sa che l’8 è una sorta di firma per l’artista di Vinci. E io ne ho indicato anche tutti i significati esoterici, che naturalmente il genio conosceva. I testi di magia rinascimentale indicano sia il 3 che l’8 come simboli di Giove.
Settima.
Leonardo scriveva al contrario, e invece mia madre parla al contrario. Forse è solo una curiosità, più che una coincidenza.
Comunque la condizione indispensabile è una sola: farci caso. Invece si vive così distratti… Sono convinta che anche voi avete una serie di coincidenze nella vostra vita. Segnatele in un taccuino. |
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