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I libri di Vittoria Haziel |
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“e dio negò la donna - come la legge dei padri perseguita da sempre l'universo femminile”
(Sperling & Kupfer, 2008).
Dopo un viaggio attraverso gli inferni di storie di donne violate in tutto il mondo, il saggio-inchiesta disegna lo scenario di insospettabilili aperture e propone anche vari strumenti per ricostruire un ponte d’armonia tra il femminile e il maschile...
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“C'è un continente buio. Sapevo che c'era, ma non immaginavo fosse così buio e così sommerso. E' il continente popolato dal femminile negato. Fatto con gli avanzi del mondo. I marosi agitati dalla curiosità di esploratrice me lo hanno scaraventato nel cuore, pezzo a pezzo.
Femmine su femmine a chiedere asilo, a rifugiarsi tra i salotti belli della mia anima di donna semplicemente fortunata, fino a coricarsi tra i miei taccuini di appunti. Si sono accucciate, spesso tremanti, tra le comodità della cultura e dell'esperienza in cui sono cresciuta. Hanno fecondato il grembo del mio pensiero. Hanno preso a gomitate il passato e il presente.
Il loro dolore ha avuto la precedenza su tutto. Chiedeva aiuto, a volte lo gridava.
Non aveva tanto posto il mio cuore, per accogliere il continente buio. Ho dovuto confinare in cantina le mie violenze subite, ridimensionare personali rancori, gettare via ricordi amari, che mi sembravano al confronto ingombranti o senza significato.
Alla fine, però, li ho ritrovati tutti sparsi nelle storie che si erano insediate in casa mia. C'ero anche io in mezzo a quel popolo di bambine, donne sottomesse ma anche militanti, terrorizzate ma coraggiose.
A volte erano solo ombre, o brandelli di anime senza più corpi. Allora il buio era più fitto, il freddo più gelido”. |
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“Non è un libro femminista: si rivolge a maschi e femmine, incluse le portatrici sane di maschilismo”.
Valentina Colosimo (Vanity Fair) |
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Il filo rosso che lega il variegato 'documentario' (la Haziel è anche regista e sceneggiatrice), percorso da fughe nel sogno, ravvivato da sorprendenti artifici linguistici (si veda la sostituzione della parola dio con io, in alcune frasi), rivela un fine ambizioso: unire ciò che apparentemente è diviso e contrapposto… Si può ancora sperare, allora? Si può”.
Marisa Fumagalli (Corriere della Sera) |
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“E' un quadro agghiacciante quello che la Haziel ci prospetta. E nessuna critica d'impostazione può cancellare il dolore della donna nel tempo… troppe denunce (spesso sacrosante) in questo libro scritto con passione e compassione”.
Giovanni Tesio (La Stampa - TorinoSette) |
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“Haziel esplora in modo intuitivo la storia e l'attualità. La religione, e in particolare i tre monoteismi biblici, sono sul banco degli imputati – non potrebbe essere altrimenti. La donna è la costola di Adamo. E' quasi senza voce , nel tessuto biblico”.
Elena Loewenthal (La Stampa - TuttoLibri) |
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“Haziel è scrittrice attratta dai grandi temi, dal complesso confronto con la Storia… Spazia dal mito classico (sconvolgente il capitolo su 'Lilith, la regina cancellata') alla realtà esistenziale di oggi (si arriva a Milingo e allo 'scandalo del prete innamorato'. L'impatto di questa scrittura è fortissimo”.
Alberto Bevilacqua (TV sorrisi e canzoni) |
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“Non è di guerra che stiamo parlando, piuttosto di riappacificazione fra i due sessi, di ricerca di un nuovo equilibrio. 'Siamo di fronte alla fine di un mondo, ora ne inizia un altro e lo si intravede già.' La strada è ancora lunga e la 'femminilista' Haziel indica la direzione: prima di tutto liberarsi dell'imprinting che ci portiamo dietro dall'infanzia, quell'impostazione di sottomissione con la quale ci hanno nutrito assieme al latte nel biberon”.
Marco Barabotti (Il Tirreno) |
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“La requisitoria ha il coraggio di spingersi al di là del velo, per denunciare che nel mondo occidentale, che crede di essere superiore, le violenze quotidiane sono più occulte, certo non meno diffuse. Violenza sessuale, che 'non ha nulla a che vedere col sesso', violenza economica tra le mura domestiche e nei posti di lavoro, prostituzione organizzata, pedofilia”.
Noemi Ghetti (left) |
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