vittoria haziel

Svelare i segreti di un nome è arte antica. Ci credevano e la praticavano i Romani: il loro motto “Nomen est omen” significava che nel nome (e nel cognome) c’è il nostro destino.
Io da decenni faccio ancora di più: tento di trovare i punti fi forza, di cambiare in meglio il destino di una persona.
Pratico un rito a cavallo tra medianità, conoscenza della lingua italiana e intuizione: anagrammo il nome e cognome di una persona per trovare il suo destino, ma soprattutto per volgerlo in suo favore. Le frasi che escono come per magia dalla scomposizione e ricomposizione delle lettere servono talvolta per conoscersi, spesso per ri-conoscersi.
E’ molto di più di un giro di carte, della lettura di una mano.
Alla base del rito di un anagramma c’è un’opera di indagine psicoanalitica vera e propria. Anche perché rivela le nostre molteplici anime e possibilità. Aiuta a uscire dal blocco monolitico che ci imprigiona.
Insomma è un po’ arte, un po’ scienza, un po’ magia, un po' terapia. Può cambiare la vita.
Le lettere che ci appartengono sono mattoni che noi possiamo disporre diversamente per costruire un’esistenza diversa o correggere qualche tiro non del tutto giusto.
“Come ha fatto a capirlo?”, è la frase che sento ripetermi di solito, dopo il responso in cui un banale nome acquista la parola e dichiara una realtà. Molte persone hanno iniziato di lì a mettere a frutto lati o talenti rimasti sopiti per anni.

Si può anche scegliere di regalare l’anagramma a una persona che vi sta a cuore.
Quale dono è più personalizzato e utile, in questa società che desidera ardentemente uscire dalla massificazione e dall’anonimato?
Naturalmente, non ho risparmiato nessuno: né me stessa, né il mio Maestro. Anche Leonardo da Vinci ha tirato fuori le sue mille anime. Cominciamo da quelle. Sono tante, ma qui mi limito a un riassunto che contenga le “pennellate” essenziali. Possono servire come piccolo assaggio del rito.



Se qualcuno desidera l'anagramma del proprio nome e cognome può chiederlo scrivendo a Vanity Fair, Piazzale Cadorna 5/7 20123 Milano, o inviando una mail a lettere@vanityfair.it


LEONARDO DA VINCI

“INDICA: IR VOLANDO”
Non è forse il volo metaforico e reale la sua maggiore aspirazione?
“ANDRAI COL DIVINO”
Prima faccia della sua anima…
“RINDIAVOLANDOCI...”
Seconda faccia della sua anima…

(La conferma, dunque, di un “angelico diavolo”, religiosissimo eretico)


VERONICA LOUISE MADONNA CICCONE (MADONNA)
"E CON UNA MELODIA SCACCIO NERVI, NO?"
Destino musicale


LA VERITA'
"RELATIVA, RIVELATA, RILEVATA, EVITARLA"


MARIA CONSOLATA CORTI
“O ASTRO CANTAMIRACOLI”
… “canto” infatti da sempre i miracoli dell’uomo!


VITTORIA HAZIEL
“AH, TROVI LETIZIA!”
… la letizia di iniziare con questo nome la professione di scrittrice e di trovare (finalmente!) il marito giusto.


ALESSANDRO CRUTO
(inventore italiano della lampadina elettrica, dimenticato dalla storia)
“SO DAR LUCE NOSTRA”
Anche lui, non ha fatto altro che adempiere il suo destino!

Una gloria torinese, che ha illuminato tutto il mondo superando Edison e lottando contro il colosso americano, gli ingenti investimenti, il tam tam della stampa. Eppure, era rimasto nel buio dell’oblio.
Sono fiera di aver riportato la sua “lampada” “sopra il moggio”, come dice il titolo del libro che ha segnato l’inizio del mio cammino da scrittrice.
Alessandro Cruto è l’altro mio Angelo Custode.