vittoria haziel

Convegno internazionale
“IL POETA E IL PUBBLICO”
(organizzato da “Poesia attiva”)

L’URLO
di Vittoria Haziel

Da recitare con due bambini accanto che ripetono alcune parole
Diapositiva “L’urlo” di Munch sullo sfondo

Inizia con “Dies irae” di Verdi , poi sfuma

Un ignoto canto vaga tra le cose…

(chiama a raccolta)…“Pubblico!”
Affrettati, distratti, depressi, ciechi, sordi, affannati,
insensibili, abulici, irosi, paurosi, violenti. Misogini.
(pausa)
(pensa) Altro da me
(ribadisce) Altro!

“Pubblico!” (pausa)
Mi stanca questo sterile monologo
Finirà con l’uccidermi la stessa mia energia.

“Pubblico!” (pausa)
Vi imploro, vi supplico…
(terrorizzata) Il vuoto!
Mi sono… mi sono persa!

(coro di bimbi ripete il sottolineato)
(lirico) Canta il verde docile al vento
Cantano le forme dei cani che corrono
Canta la terra sinuosa dei monti
E canta la spuma vivace del mare

“Pubblico!”
(Interrogativo e disperato) Non senti il coro?
(Supplicante) Hai rotte le corde?... Liutai… liutai!
(pausa)

(pensa, rassegnata e stupita) Dormono.
Forse…è presto.
(ripensandoci) (ironica) Presto?
Stanatevi! Dove siete?

“Pubblico” di bambini
che ripetono a memoria catechismi
di donne senza volto
Pubblico di (solenne) Patriarchi!

… ombre
Pubblico di ombre!

(sempre lirico) (ripetere il sottolineato)
Canta il passerotto che becca la mollica
Canta persino la polvere sui libri
Canta la luce nelle policromie
Vibrano le note dei silenzi nel sole
Cantano i tremuli lumini dei morti
Gorgheggiano le forme dell’Arte
Cantano solenni le campane

(rassegnato-nostalgico) Nel deserto cantano.

(urlato) “Pubblico!”

(solenne) Io sono La Vita!
(pausa)

Nessun plauso?
Chi ha rubato il copione? Chi? Chi?
Nessuno che chieda la parte?
(frettolosa) Qui… Qui… consegnatemi
I vostri occhi spenti
gli arti mozzati
le bocche afasiche
i sensi dissennati!
Io sono la Vita!

“Pubblico!”
di destra…di sinistra…
Etichettato, diviso, contrassegnato
“Pubblico!”
schedato, incasellato,
gerarchizzato, catalogato,
(ironica) Pubblico canonico, eretico

(accusatoria) Pubblico di schiavi!

del Nord… del Sud,
di Occidente… di Oriente…

(confusa) Sono di-so-rien-tata!

Inizio “Tuba mirum” dal “Requiem”
che rimane in sottofondo fino alla fine

(il testo segue le trombe che entrano e il crescendo)

(Umile, ma ferma) Io torno in quel ciuffettino di verde
Nel buco del cemento.
E aspetto
I passi di una Storia diversa.

Entrano in scena da ambo i lati
persone che dicono

Vediamo una storia diversa… (pausa, p.p. musica)
Sentiamo una storia diversa… (pausa, p.p. musica)
Tocchiamo una storia diversa… (id.)
Gustiamo una storia diversa… (id.)
Viviamo una storia diversa… (id.)
(tutti, deciso e gridato) Diversa!

Ditemi che non è un sogno!

Crescendo trombe in primo piano

Si prendono per mano
Poi alzano le braccia
Poi vanno tutti verso il proscenio
Crescendo di musica fino a 1.50


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